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Balconi e terrazzi

Terracotta o plastica su un terrazzo assolato: come materiale e dimensione cambiano la gestione dell’acqua

📅 5 Ottobre 2026✍️ di Redazione⏱️ 2 min di lettura

Su un terrazzo molto esposto al sole, il vaso diventa parte del microclima della pianta. Materiale, volume e forma influenzano quanto rapidamente il substrato si scalda e perde acqua.

Terracotta: più traspirante

La terracotta non smaltata è porosa: una parte dell’umidità può disperdersi attraverso le pareti. In estate il terriccio tende quindi ad asciugarsi più rapidamente, soprattutto nei vasi piccoli e con vento caldo. Il vantaggio è una maggiore aerazione della zona radicale.

Plastica: umidità più stabile

La plastica è impermeabile e riduce la perdita d’acqua attraverso le pareti. A parità di dimensione, il substrato tende a restare umido più a lungo. Questo può ridurre la frequenza delle annaffiature, ma non elimina la necessità di controllare il terreno prima di bagnare.

La dimensione cambia la riserva d’acqua

Un vaso piccolo contiene meno substrato e passa più velocemente da umido ad asciutto. Un contenitore più grande offre una riserva idrica più stabile, ma deve essere proporzionato alle radici: troppo volume può restare bagnato a lungo dopo l’annaffiatura.

Come regolarsi

Controlla l’umidità qualche centimetro sotto la superficie e, nei vasi piccoli, impara a riconoscere il peso del contenitore quando il terriccio è asciutto. Quando annaffi, bagna in modo uniforme e lascia defluire l’eccesso dai fori.

Su un terrazzo assolato non esiste quindi un materiale sempre migliore. La scelta va fatta insieme a dimensione del vaso, esposizione, vento e tipo di pianta. È questa combinazione a determinare quanto spesso servirà acqua.

Foto: MCL Media library, MCL internal media library.

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